sabato 14 agosto 2010

Un pomeriggio rilassante

Ciao a tutti e buon week end!

Dopo una settimana particolarmente stressante, soprattutto per il lavoro (come avrete potuto dedurre dal mio post precedente, ahimé!) e dopo essere uscita dall'ultimo turno per caracollarmi a 20 km di distanza a trovare il papà all'ospedale (romantico inizio per un fine settimana!), ho deciso che l'imperativo del restante pomeriggio sarebbe stato: RELAX!

Ho proprio bisogno di rilassarmi...

Così, visto che qui (non so da voi!) piove e dirotto da stamattina...


...e la pioggia ticchetta incessante sui vetri...


ho pensato, prima di tutto, a riscaldarmi (e salvarmi dal raffreddore) con un caldo bagno schiumoso (profumato di lavanda)...




Poi, dopo essermi asciugata, “incremata” e rivestita, mi sono preparata una buona, calda tazza di tè. Perché il tè toglie ogni (brutto) pensiero!





E intanto mi mangiucchiavo qualche biscottino, dedicandomi alla mia nuova, piccola, passione: questa rivista (che immagino tutte voi ormai conoscerete anche se è solo al secondo numero!)


Ne sono rimasta semplicemente conquistata!

A differenza di casa Chic e Vivere Country, in Casa Romantica Shabby Chic non c'è mai un servizio che NON mi commuova da tanto mi piace; ogni casa è quella dei miei sogni o, almeno, ha dei dettagli che copierei subito.

A parte il lieve sconforto che mi prende sempre a leggere queste riviste (io, qui nei dintorni, proprio non riesco a trovare mobili e arredi shabby chic o anche simili da shabbizzare; forse non cerco bene? Qui i negozi di antiquariato hanno prezzi astronomici, i mercatini non hanno quasi mai nulla di interessante; sono io che non so cercare, o cosa? Chiederò a Sarah, che abita poco lontano!), questo nuovo editoriale mi riempie di gioia e di belle idee.

In più ha una rubrica dedicata ai fantastici blog delle fantastiche ragazze che seguo: per ora, Sarah (che secondo me merita tutto il posto nel primo numero!) e Federica, ma poi sono arrivati anche i complimenti di Lara via e mail (mi pare).

Ora attendo con ansia i prossimi numeri, per vedere intervistate le altre meravigliose arredatrici in erba (o solo appassionate che siano!) che seguo come, appunto, Lara, e perché no, poi Francesca, Apple, Zaira... solo per citare le prime che mi vengono in mente in questo momento!

Mio marito ride e fa: “magari prossimamente ci sarai anche tu, lì!”

Ma va. Ma neanche per idea! E per più motivi: uno, solo qui da pochissimi giorni, e ci vuole tempo per farsi conoscere e, si spera, apprezzare; due, la nostra casa ha solo 5 mesi di vita di rinnovo, ed è ancora TERRIBILMENTE imperfetta (nessuno la guarderebbe se finisse fotografata su una rivista, a meno che non sia una rivista di case per profughi!).

Ma chissà, magari nei prossimi anni? Be', a me non dispiacerebbe, ma cerco di non montarmi la testa, che poi, mi conosco, rimango delusa! Lol!

A proposito: sto cercando un copridivano fatto a plaid, per capirci, senza elastici, come un gtelo da appoggiare, in una fantasia che sia shabbychic, cioè pensavo a disegni floreali sul rosso e rosa scuro su fondo bianco. Qui da me non trovo nulla, neanche come stoffa; ho pensato di comprare su internet, ad es. Cabbages and Roses, ma sono un po' carucci... avete qualcosa da consigliarmi??

Comunque... ora il mio relax pomeridiano sta continuando qui al pc... e giusto perché ci siamo, vi confesserò – ma badate, per me è una confessione che pesa tantissimo! - un mio vizietto... un vizietto che mi ha bollata, in realtà, anche se non avrei voluto...



Aggiungi immagineSCRIVO...

Scrivo, nel senso: scrivo storie. Cose originali. Cose che escono dalla mia testa.

Non ricordo quando ho cominciato, forse da sempre; ricordo la prima volta che ho provato a farlo seriamente, avevo 10 anni, ero a casa con la febbre, ho preso carta e penna e ho iniziato un giallo poliziesco... mai finito, molto infantile, ma lo conservo ancora, scritto in vari colori con penne da poche lire su fogli vaganti, senza righe, ingialliti...

Ricordo il primo mezzo “moderno” (almeno, più moderno di carta e penna) con cui ho scritto le mie prime storie un po' più serie, a 12 anni: una macchina da scrivere di mia madre (lei, che aveva fatto il corso di dattilografia) degli anni '70, malridotta ma ancora funzionante, che mi ricordava tanto quella de “La signora in giallo”...


Ed era proprio come questa...


Poi, un anno dopo, i miei me ne hanno regalata una nuova, stanchi di sentirmi battere avidamente su quel rottame che scriveva tutto sbiadito...

Ed è arrivata lei


Lei che, purtroppo, con mio immenso dolore, è rimasta distrutta in un incidente...

Il pc è arrivato solo dopo... molto dopo...

Tutto questo per confessarvi la mia passione nascosta o, se volete, il mio talento – non amo dirlo, sono stata presa troppo in giro per questo. Tutti mi spingono a pubblicare ma no, non ce la faccio, ho troppa paura. Le storie, i personaggi, tutto è così profondamente mio, lo sento così tanto, che se fosse rifiutato... ne morirei.

Anche se non è più come una volta.

Una volta, i miei personaggi erano come veri, come se vivessero con me; pensavo a loro in ogni momento libero (e anche non libero) della mia giornata, erano una presenza viva accanto a me, tanto che li vedevo in persone che somigliavano loro, in atteggiamenti di passanti, in scene di vita quotidiana, che poi portavo sulla carta.

Anche se i miei personaggi vivono sempre in epoche diverse da questa (dall'Antica Roma alla Grande Guerra, e tutto ciò che ci sta in mezzo ed oltre), li vedevo nella vita quotidiana che mi circonda, e avevano la capacità di riempire i vuoti della mia anima con le loro risate, le loro voci, i loro sguardi, tutto ciò che solo io potevo vedere e sentire... e che mi faceva sentire molto meno sola.

Da un po' non è più così. Sarà stato l'esaurimento nervoso, o non lo so, non li sento più come prima. Ogni tanto sì, capita, che li senta di nuovo come presenze vive; ma spesso non mi parlano più.

Perché in realtà, io non creo nulla; i personaggi delle mie storie sono esseri con una volontà propria, che si sono creati da sé, e che, per un qualche motivo che mi è sconosciuto, ma che sicuramente è magico, abitano da sempre dentro di me.

Quello che faccio è semplicemente mettermi in ascolto, per sentire le loro voci; loro mi parlano, mi raccontato cosa vogliono che io scriva di loro, e guidano la mia mano sulla tastiera.

Io non decido nulla; sono loro che, se con i miei occhi nella mia vita quotidiana vedono qualcosa che li attira, me lo fanno sapere.

Mi ricordo alcuni episodi, alcuni sono eclatanti, come una sera in cui io e mio padre ci stavamo dedicano alla nostra comune passione, i documentari di storia alla tv (oh, quanto amo Alberto Angela!), e precisamente un documentario sulla sconfitta di Teutoburgo; all'improvviso, dentro di me, la voce di un personaggio di una mia storia, ambientata nell'Antica Roma, che mi diceva: “Io sono morto lì! Io ero lì!”

Questo personaggio, non principale nella storia, non aveva avuto una collocazione dopo un certo momento della trama; lo avevo semplicemente abbandonato per altri più importanti. Ma da quel momento, da quando ho saputo dove e come era morto, la storia è diventata, come per magia, più completa, più piena.

Ovviamente.

Solo che ultimamente li sento molto meno. Sarà che la vita di tutti i giorni mi porta via, che diventare adulta ha portato responsabilità, ansie e pensieri che mi distolgono; sarà che, però, dovrei ritornare a quello stato mentale, a quella forma mentis che mi teneva perennemente in contatto con loro, che sono la voce delle parti più profonde di me, perché allora, quando comunicavo con loro così facilmente, e senza sforzo, allora sì che ero felice. O meglio, ero serena e in pace con me stessa.

Qualunque problema, preoccupazione, dispiacere, svaniva non appena qualcuno di loro mi parlava. Pensavo a loro, e ogni ansia svaniva.

Li sognavo di notte, e mi svegliavo felice e sorridente, con la sensazione di aver passato la notte con amici.

E quando su Facebook vedo la gente che mette le foto “con gli amici”, io che di amici in carne e ossa ne ho pochini pochini, vorrei avere un programma sul pc che mi permetta di disegnarli, i miei personaggi, e mettere una foto di me con loro... alcuni sono esistiti veramente, e basterebbe un programma per colorare le foto in bianco e nero, o le foto di statue, ed ecco che prenderebbero (di nuovo) vita.

È vero che, ultimamente, qualcosa si sta muovendo. Sento qualcuno. Sento i personaggi della mia grande, infinita storia, La Storia, la più importante, quella che non è mai stata terminata, che è sempre diversa, ma ha sempre gli stessi personaggi; sento qualcuna delle loro voci, vedo delle istantanee della loro vita, li vedo ridere e parlare. Non sempre, ma ogni tanto.

Li ho sognati, di notte, non mi accadeva da anni. Forse, stanno tornando. E io qui, a pregare che non scappino di nuovo, ma è come dare la caccia ai fantasmi. Cerco ogni modo per sentirli di nuovo, per farli tornare del tutto, e so che è “colpa” mia che sto perdendo la capacità di ascoltarli. Perché nella mia testa parlano solo i miei pensieri di ansie, di seghe mentali, e non sento più loro perché ascolto altre voci, quelle dell'ansia.

Quando faccio silenzio dentro di me, sento sempre loro. Ed è bello, è come tornare indietro, è come riavere i miei amici. Poi scrivo, di getto, cercando di fissare su carta quello mi hanno detto o mi hanno fatto vedere, anche se è difficile, ci vorrebbe un film, perché certe cose si possono raccontare solo a immagini.

Cerco le parole, ma non sempre le trovo, infarcisco ogni pagina di migliaia di aggettivi nella speranza di riuscire a ricreare quell'atmosfera che ho sentito dentro di me, che loro mi hanno fatto sentire, e che mi ha regalato un'emozione.

Chissà che non ci sia ancora speranza di riaverli con me...


Ed ecco, tutto questo sproloquio sdolcinato, era solo per dirvi: il mio pomeriggio di relax continua scrivendo: o almeno, provandoci!

Auguratemi buona fortuna, per adesso... buon fine settimana a tutti, e perdono per un post così lungo!!


PS: Ah... non chiedetemi di farvi leggere qualcosa... perché mi vergogno troppo e non lo farò! Lettori avvisati... ^_-

venerdì 13 agosto 2010

Il migliore amico dell'uomo

Desidero un cane da sempre.
Da bamina l'avevo - un breton un po' lunatico ma molto dolce, anche se nervosetto quando andava a spasso con la mia nonna.
Abitavamo in 4 in un appartamento di 40 metri, una casa popolare piccola, soffocante, che cadeva a pezzi, e il posto per il 5 in famiglia, il cane, era proprio poco. Se ne stava sotto al tavolo del salotto fermo fermo, e poi quando lo portavi fuori impazziva di gioia.
Tirava al guinzaglio, andava a farsi i giri da solo, ma poi tornava sempre. E' stato il mio baby sitter - quando mi hanno portata a casa appena nata, ha preso l'abitudine di mettersi a dormire accanto alla culla e quando mi svegliavo avvertiva mia nonna che era dall'altra parte della casa.
Cercava di mangiarsi il gatto di mia madre, ma alla fine gli faceva le coccole; abbaiava quando non doveva e se ne andava a zonzo da solo, ma in fondo era dolcissimo.
E' stato azzannato da un lupo lasciato libero ed abbiamo dovuto sopprimerlo per evitargli pene d'inferno nell'agonia.
Aveva solo 10 anni. Io ne avevo 5 e ho pianto tantissimo.
Da allora mia nonna non ha più voluto animali; con gli anni, sono riuscita ad addolcirla, come regalo per il Diploma sono riuscita a convincerla a lasciarmi adottare una gattina abbandonata che regalavano.
Ora Lady è rimasta con mia mamma nella casa che considera sua. E il mio desiderio di un cane non è mai sparito.
Mio marito lo desidera da sempre forse più di me, forse proprio perché sua madre non ha mai neppure voluto sentire parlare della possibilità di un animale a 4 zampe.
Ci dicevamo: "Quando avremo più soldi, prenderemo un cane."
E sognavamo un cagnolone accanto a noi.
Per strada, io e mio marito ci fermiamo ad accarezzare ogni cane che vediamo.
Poi, stamattina, un sms di mia madre: "Una signora dà in adozione un cane. E' un pastore svizzero di due anni, di allevamento, sano, vaccinato, affettuoso. Un cane da guardia. Il padrone sta molto male e se non trovano un nuovo padrone, finirà al canile."
Le ho scritto che ci avrei pensato. Non abbiamo molto denaro, e poi, lo ammetto, l'idea di un cambiamento così grande nella mia vita, in questo momento di stress, di difficoltà sul lavoro e, perché no, di nervi un po' esauriti (prima o poi mi daranno gli psicofarmaci!) l'idea di un cambiamento mi terrorizza.
Ho tergiversato. Mio marito mi ha detto: "per me sarebbe già nostro, ma devi essere d'accordo."
Poi, ho cercato su internet per vedere come sono i cani di quella razza. E cosa ti trovo? QUEL cane preciso, proprio LUI con delle foto da strappare il cuore.
Con due occhioni così, come a dire: "Ho bisogno di amore".
Mi sono messa a piangere.
Ho preso il telefono e ho chiesto alla signora se posso provarci. Alemno provarci.
Ovviamente, permesso accordato. Ci proveremo per qualche giorno.
Ora che l'ho fatto, la paura, l'ansia, sono tante. Ultimamente sono un po' esaurita, e tendo ad essere un po (mmm, un po' tanto) catastrofica, penso già che potrebbero succedere cose terribili (come lo penso di qualunque altro aspetto della mia vita in questo momento... sì mi sa che gli psicofarmaci mi ci vogliono davvero!) e mi dico che non dovevo farlo.
Però la gioia e la commozione che avevo nella voce al telefono, non le provavo da tanto. L'idea di un cane affettuoso che mi dà amore mi stringe il cuore. Mio marito è emozionato come un bambino. Lui coi cani ci sa fare.
Proveremo. So già che saremo conquistati, ma come hio detto per me è un periodo così, vedo catastrofi e possibili tragedie anche nel solo scendere a fare la spesa; e ora incrocio le dita che domenica vada tutto bene.
Perché non è il cane, il problema; sono io. Sarò in grado di occuparmi come si deve di lui? Saprò dargli l'amore di cui ha bisogno, ma anche la fermezza quando esagera? saprò occuparmi di lui nel modo migliore?
E' lo stesso motivo per cui vorrei un bambino ma non penso nemmeno a provarci.
Un cane è una ragionevole via di mezzo per imparare a prendermi cura di un alrtro essere vivente bisognoso d'amore.
Ora incorcio le dita. Perchè, in fondo, sono emozionata e felice.
Sotto, sotto alle paure. Ma forse è la parte più vera.

sabato 7 agosto 2010

La ruota delle monache

Ve la ricordate voi, la ruota delle monache?Quelle "ruote" di legno nei conventi dove le madri non abbienti potevano lasciare i loro neonati, sicure che qualcuno li avrebbe accuditi con amore, dando loro quello che loro stesse non potevano?
Quando leggevo libri ambientati in altre epoche, o vecchi film in costume, mi chiedevo sempre: "Ma ora, queste ruote dove sono? Perché non ce ne sono più?"Sapevo che non c'erano più, perché qui in giro ci sono molti conventi, e non ne vedevo.Poi, un giorno, guardando il Tg, mi sono risposta: "Sono state sostituite dai cassonetti..." e mi sono messa a piangere davanti al ritrovamento dell'ennesimo pargoletto morto in un cassonetto.
E pensare che mia madre mi racconta sempre che la sua compagna di stanza, quando sono nata io, in Sala Parto all'ospedale Pediatrico Gaslini di Genova (e quindi non un ospedaluccio di periferia, anzi), aveva firmato per non tenere il piccolo che aveva messo alla luce, e questo poco dopo è stato adottato. E, io voglio sperare, ha avuto tanto amore.
Oggi, passeggiando per Sestri Levante, ho fatto questa splendida, tenera, commovente scoperta: questo cartello, scritto in tante lingue, sopra l'entrata di un convento.



E, accanto al cartello, ecco qui:




Una versione moderna della vecchia "ruota" in legno.

Mi sono messa a piangere dalla commozione, e ancora ora che scrivo ho le lacrimucce che scendono.
Ora so a chi fare beneficenza!
Grazie, grazie, grazie di tutto cuore a chi ha lanciato questo progetto, chiamato "Una culla per la vita": grazie da parte di tutti i bimbi che troveranno accoglienza e amore.


Come un girasole...

Qualche tempo fa (circa due mesi o di più? Uhm...) io e mio marito, mentre ci entusiasmavamo all'idea di piantare tante cose nel nostro giardino, abbiamo acquistato, tra gli altri, due pacchettini di sementi di fiori: delle bocche di leone e dei girasoli.
Li abbiamo seminati con ogni cura in un angolo del giardino, e ci siamo messi ad aspettare.
Ma, ahimè, il tempo passava, e niente spuntava... in compenso, passeri, merli e quanto d'altro del mondo volatile venivano a banchettare nel nostro orticello.Non c'è da stupirsi, quindi, che non crescesse nulla: tutti i semi avevano contribuito, invece che a riempire il nostro giardino di colori, a riempire le pance vuote di quei volatili.
Io, però, speranzosa fino alla fine, ho impedito per mesi a mio marito di togliere le erbacce da quel fazzoletto di terra, incrociando le dita fino all'ultimo perché qualcosa spuntasse.Ho avuto ragione: dopo tanto tempo, cosa si è fatto strada tra le erbacce infestanti, alla faccia (anzi, al becco) di quegli uccellacci?
Un solo, unico, girasole!


Così è come appariva, finalmente sbocciato, due giorni fa




Ed eccolo oggi! A me sembra quasi incredibile!



Mi sono finalmente convinta che ho fatto bene a lasciare libera via alle erbacce: non lo avrei mai riconosciuto prima che fiorisse, e lo avrei estirpato, poverino.
Ora sta crescendo proprio bene; è già bello alto, e la testolina sta fiorendo ogni giorno di più. Se penso che un girasole già sbocciato nelle serre costa tra gli 8 e i 12 euro (con le conseguenze del rinvaso una volta a casa, cioè che sfiorisce e ci mette un sacco a rifiorire, e non te lo puoi godere con tutto quello che hai pagato!) e io invece questa bustina di semi l'ho pagata 80 centesimi... ho un fiore solo perché sono stata sfortunata, avrei dovuto averne almeno 15; vi immaginate come sarebbe allegramente giallo il mio giardino??
L'anno prossimo li pianterò di nuovo di sicuro, insieme a uno spaventapasseri: ne vale proprio la pena.
E pensare che io, cresciuta senza neanche un lembo di terra coltivabile e una nonna che non voleva vasi sui davanzali, non avrei mai pensato a quale gioia potesse darmi veder fiorire delle piante!

venerdì 6 agosto 2010

Tempo di vacanza

Estate, tempo di ferie e di vacanze....
Tutti partono, finalmente...

Voi dove passerete le meritate ferie?
Al mare?




Al lago?




O magari al fresco in montagna?





Oppure (fortunelli!) all'estero?

Qualunque sia la vostra meta, auguro a tutti quelli che partono, sono partiti, o partiranno,
BUONE VACANZE!
Riposatevi, rilassatevi, e vivete la natura!

In particolare i miei auguri di buone vacanze alle fantastiche ragazze dei blog che seguo e so essere partite (sono solo le prime che ho visto che sono in vacanza; non se la prendono le altre se dimentico!)
Sarah, Apple, e Federica


Io, ahimè, resto qui. Mi sarebbe piaciuto partire, ma il lavoro e le finanze non lo consentono.
Pazienza, si vedrà questo autunno. Rimango qui ad accudire il mio giardino, la mia casetta, i miei interessi (proprio stamattina, finalmente, mi sono comprata il telaio per il ricamo! E ho in mente una nuova storia da scrivere!)
Solo ho un po' paura di sentirmi sola, senza le reagazze dei blog che seguo (sapete che io non so stare sola, ahimé!)

















Essere "quella che rimane" ad agosto è sempre un po' difficile; cercherò comunque come posso dsi godermela, soprattutto arredando la mia casetta!
E a quelli che, come me, NON partono: fatemi compagnia, anzi, facciamoci compagnia!
Mi raccomando, vi aspetto. Ho scattato tante foto ultimamente, e non vedo l'ora di mostrarvele!

mercoledì 4 agosto 2010

RR, ovvero: Ritorno alla Routine

Ieri siamo tornati alla routine quotidiana.
Mi direte: "NOOOOOOOO"
E io invece dico: "SIIIIIIIIIII!!!!"
Ve l'ho detto che sono abitudinaria!
Ma bando alle ciance. La mia dolce metà, nonostante sgobbare 10 ore al giorno in un ufficio distante 35 km da qui (era in prova) e farsi per questo un'ora e più di treno, col risultato che usciva alle 7 del mattino e tornava alle 8 e mezza la sera se andava bene - distrutto - non ha ottenuto il lavoro.
E pensare che volevano pagarlo 450 euro al mese.
"Solo per l'inizio" avevano detto. Sì, certo, però si tratta comunque di lavorare 50 ore a settimana invece di 40, quindi solo per quello dovresti pagarmi come una banca...
Ma il mio maritino, pur di darmi tranquillità economica, era disposto anche a quello, e senza lamentele.
Niente da fare. Non solo volevano imporre orari che neanche alle lotte sindacali del 1800, uno stipendio da fame e il più totale disinteresse per il fatto di abitare lontano; volevano ANCHE una persona ALTAMENTE ESPERTA nel settore, che potesse sostituire il capo del settore che se ne va un mese in ferie, senza aver bisogno di nessun aiuto.
Poche pretese, eh?
Comunque, io non ne ho fatto una tragedia; so che lui si è impegnato. Ma lui l'ha presa male, poveraccio.
In ogni caso, siamo tornati alla nostra routine. Questo mi piace, perché dal momento in cui mio marito è rimasto a casa, tutto ha iniziato, come per magia, ad andare per il meglio: le vespe reduci sono sparite, abbiamo trovato il topo (morto stecchito) e pulito per bene, e nessun altro animale ha minacciato la mia incolumità... per ora, e facciamo tante corna!
Sarà che la casa ha "sentito" che questa isterica non è più da sola? Che è tornato il pater familias? bah! io finché dura me la godo, come si suol dire :)
Di buono c'è che ho tempo epr la mia casetta e per tutti i progetti di arredamento...
speriamo bene!

lunedì 2 agosto 2010

Piacevoli scoperte

Anche questa notte, all'idea di rimanere da sola stamattina (il lunedì mattina non lavoro, e spesso neanche il pomeriggio) ho pianto di nuovo, lo confesso.
Però ho scoperto che la mattina rende più del pomeriggio; dopo un'intera settimana di casa - trascuratezza, sono riuscita a completare l'opera di pulizia e ordine casalinghi iniziata ieri, senza dovermi fermare per il mio pianto di rito...
Sono finalmente riuscita a mettere ordine nella massa informe di abiti del amrito abbandonati su una sedia (aaaargh) e usarli per caricare una lavatrice scura.
oplà. Ora quel luogo è in ordine... ancora per qualche ora!
Sono riuscita a fermare come si deve le tende della stanza, e a pulire un po' qua e là... quando finalmente sono scesa in centro(insicura e tremante sulla mia moto nuova, argh), mi aspettavano piacevoli sorprese.
Tanto per cominciare, ho scoperto che la biblioteca qui non tratta solo libri, come credevo (si vede che dove abitavo prima la biblioteca era a 6 km di distanza ed era un buco malfornito?) ma anche riviste. E che riviste! Archeo, Historica, perfino Meridiani! Credevo di impazzire di gioia. Quando poi ho notato che l'angolo per la consultazione delle riviste è un delizioso salottino con arredi d'epoca nella zona meglio ventilata della biblioteca, credevo di mettermi a saltare scandalizzando tutti.
Ecco, nel caso mio marito ottenga quel lavoro, dove potrò passare gli uggiosi pomeriggi in cui mi prenderà quell'irrefrenabile voglia di piangere e abbandonamri sul divano a commiserarmi!
già questo basta a mettermi di buonumore. Certo, non che io sia al settimo cielo; è la prima volta che passo il lunedì mattina senza mio marito, e ho nostalgia di tutte le cose che di solito facciamo insieme il lunedì: si va insieme a comprare la pappa per la nostra tartarughina, poi di solito c'è una tappa in banca/posta pe pagamenti, spedizioni, versamenti ecc..., io ne approfitto per fare un giro di "svetrinaggio" veloce veloce giusto per rifarmi gli occhi.
Si torna su insieme, sotto il caldo afoso e il sole cocente, ma allegri.
Stamattina invece ero da sola. E' vero, ho preso la moto invece di andare a piedi, ma ho preso comunque un gran caldo...
La mattinata rischiava di prendere una piega non buona, dal momento che il motivo principale per cui eros cesa - andare ad avvisare l'amministratore dell'invasione di topi e vespe nel nostro condominio - sarebbe miseramente fallita. Sono due settimane che tento invano di scovare questo Signor Amministratore Introvabile sia di persona sia al telefono. Comincio a stufarmi. E dal 16 va in ferie. Complimenti. Poi la disinfestazione la chiamo io e lui si arrangia.
Si arrangia perchè non prende la percella. tiè.
Comunque... mentre andavo allo studio dell'amministratore alias Miste Introvabile, cosa ti vedo? Che quella che un tempo sapevo essere una cartoleria con articoli di hello Ktty, è diventato un negozio di articoli da regalo.
E mi direte: e be? E be' lo direi anche io, se non fosse che fuori, sono stata letteralmente bloccata dalla visione di oggetti SHABBISSIMI!
Ora, una piccola precisazione. E' stato l'amore per lo stile shabby a farmi arrivare nel mondo dei bllog, e più precisamente, è grazie a Sarah e il suo meraviglioso blog (che, come vedete, è nei miei preferiti).
Io adoro lo stile shabby chic.
E ora, mi ti vedo mobiletti, targhe e oggettini shabby in questo negozio prima kitsch?
Non ho resistito. Ho dovuto comprare un gancio appendiabiti shabby che cercavo da mesi per la mia stanza. Fosse tutto qui! Ho visto ben altro.
Le porcellane in colori pastello a pois che cerco da secoli; cartelli shabby in legno con scritte vintage; mobiletti troppo shabby.
E non solo: prezzi meravigliosi!
E che ti scopro, chiacchierando con la padrona che mi vede gli occhi luccicanti? Che la signora conosce personalmente Sarah, che ha seguito un suo corso di tecnica shabby, e che le fa pubblicità.
E non solo: che con sarah hanno anche parlato di vedersi qui dal negozio, un giorno.
Io sono prenotata!
Certo che il mondo del web è piccolo! sarà anche che Sarah abita a Genova (circa 35 km da qui, quindi vicino) eppure non riesco ancora a crederci!
Così, tutta contenta di aver trovato un'amica shabbosa e un negozio shabbosissimo, me ne sono tornata a casa senza fare una piega alla sparizione dell'amministratore...
peggio per lui!
Oh, come sono shabbosamente felice *_*